IMPATTO DEL CORONAVIRUS SULL’E-COMMERCE E IL RETAIL

-91,3% per i negozi fisici e un +213,8 per l’online: questi i dati del mercato italiano al mese di aprile, i quali evidenziano senza dubbio l'impatto del Covid-19 sui modelli di consumo e sui livelli di vendita degli operatori.

Rispetto all’offline, che negli ultimi 10 anni ha visto scomparire circa 63 mila negozi (-11%), il Registro Imprese ha confermato l’andamento positivo dell’e-commerce in Italia: in tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio online (primario o secondario) sono state 6.968, ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018.

Le attività che si registrano con codice primario, indicando dunque come attività principale la vendita online, o che comunque hanno come codice prevalente in termini di fatturato quello e-commerce, sono il 68% (nel 2018 questa percentuale era del 54%). In Italia la diffusione dell’online tra la popolazione dai 2 anni in su ha raggiunto quota 70% registrando, nel mese di dicembre 2019, una media di 41,5 milioni utenti unici nel mese. Complessivamente, il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2019 è stimato in 48,5 miliardi di euro, con una crescita del 17% sul 2018. Il canale mobile nel 2019 ha transato in media il 43,5% del fatturato delle aziende e-commerce italiane, il 9,5% in più rispetto allo scorso anno. Questa percentuale è in continua crescita con il passare degli anni.

 Già in epoca ante Coronavirus, dunque, la crescita dell’e-commerce aveva costretto l’intero mondo Retail ad intraprendere un’importante fase di transizione, diretta da qualche anno verso un nuovo paradigma, incentrato su diversi concetti emersi intorno al perno della omnicanalità, evoluzione della più semplice multicanalità. (Il Retail 4.0., così definito da Philip Kotler). Oggi, il drammatico dilagare del Coronavirus, costringendo il mondo alla quarantena, ha contribuito in maniera ingente al cambiamento del comportamento di acquisto.

Secondo una ricerca di Netcomm, il 75% degli acquirenti online in questo periodo non aveva mai sperimentato l’e-commerce in precedenza e, rispetto alla propensione all’acquisto durante il primo mese della pandemia, il 31% degli utenti in Italia ha dichiarato che avrebbe acquistato prodotti che normalmente acquista in negozio direttamente online. Questa situazione ha impattato e impatterà considerevolmente tanto su coloro che dispongono solo di uno store fisico e che hanno visto bloccarsi gli introiti, tanto su coloro che dispongono di un e-commerce o di un e-commerce e di negozi fisici. A fronte di un aumento inaspettato della domanda online, l’intera filiera dell’e commerce, dai merchant alla logistica, sta moltiplicando le risorse per soddisfare le richieste in continua crescita, mentre i negozi fisici rischiano la chiusura.

Vediamo alcuni dati nel nostro Paese: nella prima settimana di quarantena, i FMCG (fast-moving consumer goods, ovvero beni di largo consumo) hanno subito un’impennata nelle vendite online pari all’81% (dati Nielsen). Tra i settori che hanno beneficiato maggiormente di questo periodo c’è infatti sicuramente la grande distribuzione che, insieme al food delivery, fa parte del settore alimentare. Anche i settori salute e bellezza, soprattutto grazie al Pharma, ed editoria, grazie ai contenuti in streaming, sono cresciuti notevolmente. Questi settori nel 2019 hanno registrato share sul fatturato e-commerce totale inferiori al 5% (0,4% salute e bellezza, 1,8% editoria). La loro crescita dunque li porterà ad aumentare il fatturato e indubbiamente modificherà lo share.

Come già menzionato in cima all'articolo, un dato interessante viene fornito dall’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non alimentare elaborato da Confimprese-EY, il quale evidenzia il forte impatto della pandemia su retail ed e-commerce: il totale mercato ha registrato un -91,3% per i negozi fisici e un +213,8 per l’online, dato impressionante che, nonostante sia positivo, non è in grado di compensare i mancati profitti dovuti alla chiusura dei negozi. 

 Il report della Casaleggio Associati dello scorso maggio, infatti, dipinge un quadro significativo:in un’ indagine condotta sul tema dell’e-commerce e Coronavirus a metà marzo sugli operatori e-commerce italiani, in cui sono stati intervistati 58 operatori rappresentativi di tutti i settori merceologici, la maggior parte ha dichiarato che non vede un miglioramento dei propri affari. Il 54% delle aziende e-commerce intervistate ha visto infatti calare il proprio fatturato a causa del Coronavirus, mentre solo il 21% lo ha incrementato. Chi ha perso fatturato lo ha dimezzato, in media -54%. Sono gli operatori dei settori abbigliamento, casa, arredamento e soprattutto del turismo a soffrire maggiormente.

Da questo interessante scenario, seppur in continua fase di evoluzione in quanto l’emergenza Covid-19 sembra dura a morire, si possono trarre alcune conclusioni: le aziende che prenderanno questo periodo come un periodo di sosta pensando che torneranno a fare lo stesso business di prima potrebbero aver torto. Le evoluzioni sulle abitudini di consumo sono evidenti e i clienti si abitueranno a nuovi tipi di servizi e relazioni con le aziende. Per gli operatori dell’e-commerce questo è il momento di non rimanere indietro: esso giocherà sempre più un ruolo rilevante anche nella futura fase di normalizzazione, guidato da nuovi modelli di acquisto che i consumatori hanno provato in maniera crescente durante questa crisi. Anche l’immediato futuro richiede azione: si avvicina l’ultimo trimestre dell’anno, dove la parola d’ordine è Natale. Questo è il momento di dare una spinta propulsiva, un boost all’e-commerce, per accelerare le vendite sfruttando proprio il periodo natalizio e attutire i colpi sferrati dal Coronavirus.

Per questo, Slymetrix ha organizzato il 4 settembre un evento chiamato Q4 Booster- E-commerce Acceleration per tutti i Digital Manager degli e-commerce, che presenta le linee guida e gli strumenti per dare un impulso alle vendite nel quarto trimestre dell’anno (Q4). Durante l’evento verrà anche presentata la post Masterclass che si terrà all'interno della Slymetrix Academy: pensata per i Digital Manager di aziende e-commerce, si struttura come 3+1 mesi di full immersion formativa che, combinata alle attività operative della propria azienda, mira al raggiungimento degli obiettivi di vendita del 2020.

 

Link alla pagina dell’evento:https://www.slymetrix.com/academy/q4-booster-ecommerce-acceleration-2020.html

 

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